Museo Statale di Storia dell’Uzbekistan, Tashkent

Indirizzo: Viale Sharaf Rashidov 3, Tashkent
Telefono: (+998 71) 239-10-83, 239-48-39
Orario di apertura: dal lunedì al sabato, dalle 10:00 alle 17:00
Nel pieno centro di Tashkent attira l’attenzione un edificio modernista della seconda metà del XX secolo: un cubo massiccio che sembra fluttuare sopra il suolo. Inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 2026, ospita il Museo Statale di Storia dell’Uzbekistan.
Al suo interno il museo custodisce un’ampia collezione che ripercorre la storia dell’Uzbekistan dalle epoche più remote fino ai giorni nostri. I visitatori possono ammirare incisioni rupestri preistoriche, reperti archeologici vecchi di centinaia di migliaia di anni e oggetti originali dell’epoca della Via della Seta, scoprire l’eredità di illustri studiosi e seguire l’evoluzione della vita e della cultura della regione nel corso dei secoli.
Sebbene il museo sia stato fondato nel 1876 e sia tra i più antichi dell’Uzbekistan e dell’Asia Centrale, il suo allestimento è stato completamente rinnovato. I pezzi storici sono affiancati da tecnologie interattive e supporti multimediali, mentre un’area bambini e posti a sedere facilitano le visite più lunghe.
Informazioni Pratiche

- Il museo si trova nel centro di Tashkent, vicino a Piazza dell’Indipendenza. La stazione della metropolitana di Mustaqillik Maydoni dista circa 400-500 metri.
- L’ingresso per i visitatori stranieri costa 100.000 som (circa 8,50 USD, soggetto a variazioni). Le visite guidate sono a pagamento separato, ed è previsto un supplemento per fotografare o filmare i pezzi esposti.
- L’area bambini Miracle World si trova al quarto piano.
- Numerosi altri luoghi noti di Tashkent si trovano a pochi passi, tra cui il Teatro Alisher Navoi, il Palazzo Romanov e la Sala Centrale delle Esposizioni dell’Accademia delle Arti dell’Uzbekistan. Nei dintorni non mancano caffè e ristoranti, e proprio dietro al museo sorge uno degli hotel più apprezzati della città, il Lotte City Hotel Tashkent Palace.
Disposizione dell’Esposizione al Museo Statale di Storia dell’Uzbekistan

Il museo conserva circa 370.000 oggetti, tra cui oltre 100.000 pezzi numismatici – prevalentemente monete – e oltre 70.000 reperti archeologici. La collezione comprende anche un importante patrimonio etnografico e archivistico.
Nel 2026, l’esposizione permanente è stata rinnovata e ampliata, e il numero delle sezioni tematiche è passato da 9 a 20. Organizzate cronologicamente, esse ripercorrono la storia del territorio dell’odierno Uzbekistan dall’età della pietra fino ai giorni nostri.
L’esposizione permanente principale occupa il terzo e il quarto piano. Il terzo piano è dedicato alla storia antica e medievale, a partire dall’età della pietra e del bronzo. L’esposizione ripercorre poi la nascita dei primi stati della regione, l’Impero Kushan e la diffusione del buddismo. Altre sezioni riguardano gli stati altomedievali, il periodo dei secoli IX-XII presentato dal museo come il Primo Rinascimento e l’epoca timuride.
Il quarto piano inizia nel XVI secolo. Le sue sezioni riguardano i khanati uzbeki, il periodo dell’Impero Russo, il movimento riformista jadidista, la Seconda Guerra Mondiale, il periodo sovietico e l’Uzbekistan indipendente.
Il secondo piano comprende l’atrio d’ingresso, la biglietteria, un banco informazioni e una sala espositiva.
Pezzi Più Importanti della Collezione

La collezione del museo è molto vasta, ed è difficile vedere tutto nei dettagli in una sola visita. Se il tempo a disposizione è limitato, conviene concentrarsi su alcuni pezzi archeologici e storici particolarmente interessanti.
Tra i reperti più antichi figurano frammenti di resti umani provenienti dalla grotta di Selungur, risalenti a circa 400.000-100.000 anni fa, e strumenti in pietra dalla grotta di Obi-Rakhmat. Nel loro insieme, questi ritrovamenti rappresentano alcune delle più antiche testimonianze di insediamento umano nel territorio dell’odierno Uzbekistan.
Un altro pezzo degno di nota è un gruppo di incisioni rupestri raffiguranti animali, provenienti da Saimaly-Tash e risalenti al V millennio a.C. Nella sezione dedicata all’età del bronzo, meritano attenzione i reperti di Sapallitepa, tra cui gioielli in pietre preziose e semipreziose, e metallo, oltre a una sepoltura femminile ricostruita risalente ai secoli XVII-XV a.C.
Uno degli oggetti più insoliti dell’età del bronzo è l’Amuleto di Sokh, risalente alla fine del II millennio a.C. Scolpito in crisotilo scuro, raffigura due serpenti intrecciati che formano un ferro di cavallo. Si ritiene fosse utilizzato come amuleto protettivo.
Un pezzo antico particolarmente riconoscibile è un calderone in bronzo saka dei secoli VI-IV a.C. Questo tipo di vaso rituale è associato alle tribù Saka che abitavano l’Asia Centrale nell’antichità.

L’arte buddista dell’antica Termez occupa un posto di rilievo nella collezione. Una delle opere buddiste più conosciute del museo è Buddha e i Monaci da Fayaztepa, risalente ai secoli I-III d.C. L’originale è esposto a Tashkent, mentre una copia può essere ammirata a Termez, vicino al luogo in cui è stato rinvenuto l’originale.
La collezione altomedievale comprende stele in pietra dei secoli VI-VII, scolpite a forma di figure umane e associate al periodo del Khaganato Turco.
Le sale medievali comprendono diversi elementi architettonici originali, tra cui frammenti di piastrelle smaltate del XV secolo provenienti da Samarcanda. Nelle vicinanze sono esposti esempi di armi dei secoli XV-XVII, insieme a monete dell’epoca di Amir Timur e dei suoi discendenti.
Una sezione separata, al quarto piano, presenta gli abiti tradizionali delle diverse regioni dell’Uzbekistan, tra cui costumi, gioielli e vari stili di tubeteika (copricapi). È stato inoltre ricreato un tradizionale chodir uzbeko – una tenda in tessuto – per dare ai visitatori un’idea della vita domestica dei secoli passati.
L’esposizione comprende anche oggetti legati al commercio lungo la Via della Seta. La ceramica, gli oggetti in rame sbalzato e i gioielli erano ampiamente scambiati, e le loro forme e decorazioni mostrano come le tradizioni artistiche e le tecniche artigianali si siano diffuse tra le regioni.
Scenografia ed Elementi Interattivi

In seguito alla ristrutturazione del 2024-2026, pannelli interattivi distribuiti in tutto il museo mostrano ora le planimetrie dei piani e forniscono informazioni su ciascuna sezione, insieme alle didascalie e ai testi esplicativi tradizionali.
I reperti originali sono esposti accanto a modelli architettonici, grandi sculture e scene ricostruite di diverse epoche. Insieme, questi elementi facilitano la comprensione di ogni epoca, compresi aspetti che i soli reperti conservati non potrebbero mostrare.
L’esposizione comprende anche repliche di reperti archeologici selezionati. Tra questi figurano oggetti del Tesoro dell’Oxus, la celebre collezione di manufatti in oro e argento, gran parte della quale è oggi conservata al British Museum. I visitatori possono inoltre vedere repliche di gioielli e lingotti d’oro provenienti dal Tesoro di Dalverzin, il più grande ripostiglio d’oro rinvenuto in Uzbekistan. Risalente al I secolo d.C., è composto da oltre 100 oggetti in oro per un peso complessivo di circa 36 chilogrammi.
Nella sezione dedicata alla preistoria è stata ricreata una scena di grotta. Nelle vicinanze si trova un dinosauro animatronico, con suoni e parti in movimento. Nelle altre sale, l’allestimento cambia in base al periodo, con motivi tratti da antichi manoscritti, fotografie, effetti di illuminazione e ricostruzioni tridimensionali della vita quotidiana.
La statua equestre di Amir Timur spicca al terzo piano. È ispirata al monumento di Piazza Amir Timur, a Tashkent. Nelle vicinanze si trova un modello della Moschea Bibi-Khanym, a Samarcanda.

Una sezione dedicata è incentrata su Ulugbek e sullo sviluppo della scienza durante il periodo timuride. Comprende un modello del suo celebre Osservatorio di Samarcanda, mentre il soffitto è illuminato per evocare un cielo stellato.
Le sale dedicate al XX secolo comprendono un veicolo nero del tipo utilizzato dalla polizia segreta sovietica per trasportare i prigionieri durante il periodo delle repressioni politiche. Un’altra installazione ricrea una scena della vita della famiglia Shamakhmudov, che ha accolto 15 bambini orfani di diverse nazionalità durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nella sezione dedicata al XXI secolo, una sala immersiva con pareti a specchio proietta immagini video che avvolgono i visitatori in scene del passato e del presente dell’Uzbekistan.
Edificio del Museo

L’edificio attuale del museo è stato completato nel 1970 per la sede di Tashkent del Museo Centrale di Lenin, ed è stato progettato dagli architetti Yevgeny Rozanov e Vsevolod Shestopalov. Il suo imponente volume superiore si eleva sopra un atrio vetrato arretrato, quasi senza sostegni visibili dall’esterno. Scrivendo del modernismo di Tashkent nel 2025, il critico d’architettura Oliver Wainwright, del Guardian, ha notato anche questo effetto e la struttura in acciaio nascosta dell’edificio.
Il design modernista incorpora anche elementi locali tradizionali. Le facciate sono schermate da una grata frangisole che richiama il panjara dell’Asia Centrale. All’ingresso si trovano tre monumentali porte in quercia intagliata, opera dell’intagliatore del legno di Kokand, Kadyrjan Khaidarov. All’interno, meritano attenzione anche le colonne in legno intagliato del secondo piano. La loro decorazione tradizionale contrasta con l’architettura modernista dell’edificio.
Nel luglio 2026, l’edificio del museo è stato inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO come parte del bene seriale Architettura Modernista di Tashkent. Modernità e Tradizione in Asia Centrale.
Storia del Museo

Le origini del Museo Statale di Storia dell’Uzbekistan risalgono al 1876, quando è stato aperto il Museo Pubblico di Tashkent, il primo museo della città. Nei decenni successivi, l’istituzione ha cambiato nome più volte. Dal 1919 è stato conosciuto come Museo Statale del Turkestan ed è poi diventato il Museo di Storia dei Popoli dell’Uzbekistan. Dopo la fondazione dell’Accademia delle Scienze dell’Uzbekistan nel 1943, il museo ne è entrato a far parte.
I fondi originari del museo provenivano in gran parte da collezioni private raccolte da ricercatori e storici locali. In seguito si sono arricchiti con l’aggiunta di materiale numismatico ed etnografico.
Le ricerche archeologiche condotte in diverse parti dell’Uzbekistan hanno svolto un ruolo particolarmente importante nell’ampliamento della collezione. Il museo ha acquisito materiale proveniente da siti paleolitici, antichi insediamenti e templi buddisti, ampliando notevolmente il proprio patrimonio archeologico.
Alcuni pezzi importanti sono stati scoperti per caso piuttosto che durante scavi archeologici. Nel 1939, ad esempio, un calderone in bronzo saka è stato rinvenuto durante la costruzione del Grande Canale di Fergana. È diventato uno dei pezzi più noti del museo ed è presente anche nel progetto virtuale delle Vie della Seta dell’UNESCO.
Nel corso del XX secolo, il museo ha occupato diversi edifici a Tashkent. Uno di questi era l’antica Camera del Tesoro, costruita nel 1901 all’incrocio delle attuali vie Istiqbol e Istiqlol. L’edificio esiste ancora e oggi si trova di fronte al Palazzo dei Forum Internazionali "Uzbekistan".
Nel 1992, il museo ha ricevuto il suo nome attuale – Museo Statale di Storia dell’Uzbekistan – e si è trasferito nell’ex edificio del Museo di Lenin, in Viale Sharaf Rashidov.
Alcuni pezzi della collezione del museo sono stati esposti anche all’estero. Nel 2003, l’Amuleto di Sokh è stato incluso nella mostra Art of the First Cities: The Third Millennium B.C. from the Mediterranean to the Indus, al Metropolitan Museum of Art di New York. Nel 2022-2023, opere dell’Uzbekistan, tra cui pezzi della collezione del museo, sono state esposte al Louvre nell’ambito della mostra Gli Splendori delle Oasi dell’Uzbekistan, e nel 2023-2024 sono state presentate a Berlino nell’ambito di Tesori Archeologici dell’Uzbekistan: da Alessandro Magno all’Impero Kushan.
Il museo ha chiuso per un’importante ristrutturazione nel giugno 2024 e ha riaperto le porte ai visitatori il 24 luglio 2026.
